Prestiti subito per microimprese: tutto quello che c’è da sapere per accedere al credito

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La microimpresa è un’entità economica a sé stante. Che si distingue dalla piccola e media impresa per il possesso di una serie di peculiarità. Prima di tutto si tratta di un tipo di attività che si avvale di un numero di dipendenti non superiore a dieci. E con un fatturato annuale non superiore a due milioni di euro. In secondo luogo la microimpresa è sottoposta ad un particolare regime sotto il profilo della stesura dei bilanci. Nel senso che in determinate circostanze si può essere dispensati dall’obbligo di realizzare una relazione finanziaria capillare riguardante l’attività.

Per quanto riguarda le piccole imprese si caratterizzano per avere un numero di dipendenti che può arrivare a cinquanta, con un fatturato annuo non superiore a dieci milioni di euro.  Mentre la media impresa può arrivare ad avere fino a duecentocinquanta dipendenti e fatturare fino a cinquanta milioni di euro.

I finanziamenti alle microimprese e alle PMI

Le microimprese e le PMI possono beneficiare di prestiti calibrati in relazione alle rispettive peculiarità e necessità. I prestiti di solito risultano indispensabili in occasione dell’avvio dell’esercizio oppure quando si ha bisogno di sviluppare il potenziale di un’azienda già in attività. Nella maggior parte dei casi gli enti pubblici nazionali o a livello locale locale, di riflesso a delle iniziative promosse dall’Unione Europea, mettono a disposizione dei fondi per le imprese. E’ possibile accedere a questi finanziamenti mediante la partecipazione a degli appositi bandi. Tra i vari prestiti, nei confronti di cui le microimprese possono divenire beneficiarie, si annoverano i finanziamenti a fondo perduto. Che si caratterizzano per risultare dei capitali non sottoposti ad alcun piano di ammortamento.

  • I bandi attraverso cui è possibile concorrere sono organizzati quindi da enti pubblici statali o regionali, sottoposti alla supervisione e al coordinamento di Invitalia. Si mettono a disposizione il più delle volte dei capitali stanziati direttamente dall’Unione Europea. La partecipazione non è estesa soltanto alle PMI o alle microimprese, ma anche a delle particolari categorie, che desiderano porre in essere un’attività ma si trovano in condizioni di difficoltà. Si parla dell’imprenditoria femminile o delle attività intraprese dai più giovani. Oppure ci si riferisce a quegli individui estromessi dal mondo del lavoro, ma che hanno il desiderio di rientrarvi mediante la creazione di un lavoro autonomo. Gli unici vincoli per parteciparvi sono il possesso di specifici requisiti, legati principalmente all’età e al proprio status lavorativo. Nonché l’obbligo di esibire un business plan esauriente ed efficace.

Il prestito d’onore alle microimprese

L’avvio di una microimpresa, nonché il suo suo sviluppo, si ritengono delle fasi assai delicate. Per questo motivo i titolari di attività del genere possono beneficiare di finanziamenti a condizione agevolate, come la formula del prestito d’onore. La partecipazione alla procedura, mediante cui accedere al prestito, è tuttavia sottoposta all’esistenza di una serie di finalità. Che devono risultare attinenti e soprattutto necessarie allo sviluppo della microimpresa. Si considerano dunque le spese per l’acquisto di beni e servizi indispensabili, quindi le attrezzature, gli impianti e i macchinari. Ma il capitale può essere investito in parte anche per pagare utenze e canoni di locazione di immobili. Nei confronti di questo genere di beni inoltre è possibile usare parte del capitale (10%) per l’esecuzione di interventi di ristrutturazione. Infine è ammissibile utilizzare parte del credito per sostenere gli oneri finanziari.

  • Coloro che sono legittimati a concorrere per ottenere un prestito di questo tipo devono risultare come persone giuridiche, anche nelle sembianze di una società di persone. Tali entità devono dimostrare la volontà costituire un’attività di dimensioni ridotte. Le fattispecie giuridiche più complesse, che comportano il possesso di un capitale e di un numero di dipendenti ingente, non possono quindi rientrarvi. L’entità del finanziamento non può risultare superiore a 129,114 euro. Una parte del prestito nel corso del primo anno di attività, che deve risultare non superiore a dodicimila euro, si ritiene a fondo perduto. Di conseguenza è un capitale non sottoposto ad un piano di restituzione. L’altra parte invece corrisponde ad un prestito con un tasso di interesse agevolato. Nel suo complesso, il credito che si riceve, per una metà risulta come un finanziamento a fondo perduto. Per l’altra metà si tratta di un prestito con tasso di interesse agevolato.

I requisiti per ottenere il finanziamento

La microimpresa, al momento della richiesta di prestito, deve già essere costituita. La metà dei soci che compongono la società devono risultare detentori di almeno il 50% delle quote. Ciascuno di essi è doveroso che sia maggiorenne al momento della presentazione della richiesta, nonché in una condizione lavorativa di inoccupazione. La sede legale ed operativa dell’attività occorre che sia situata nel territorio nazionale. Anche i soci devono appartenere al territorio italiano oppure devono risiedervi da almeno sei mesi.

Tra i vari requisiti essenziali vi è l’obbligo per le microimprese di operare nell’ambito della produzione di beni o nella offerta di servizi. Si ricorda che le gare attraverso cui si accede a questi prestiti sono gestite da Invitalia, un’agenzia del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si occupa di favorire lo sviluppo di nuove imprese o di start-up innovative. In particolar modo la sua azione si rivolge a sostenere l’imprenditorialità, da parte di categorie non particolarmente favorite o da parte di coloro che si trovano in zone del nostro Paese ostili alla diffusione di attività economiche. Prima di ammettere o respingere la richiesta, una commissione dell’organismo, pone in essere una valutazione prima di tutto di carattere formale e secondariamente nel merito.

Bandi a sostegno delle microimprese per fronteggiare la pandemia

Tra le soluzioni tuttora praticabili nell’ambito di cui si tratta, si annoverano diversi bandi promossi a livello regionale. Si tratta di iniziative di notevole importanza. La maggior parte di esse hanno l’obiettivo di supportare le attività imprenditoriali in questo periodo di estrema vulnerabilità, causato dagli effetti dell’emergenza pandemica. Si ricorda che durante il periodo primaverile del 2020 e in parte tuttora, si è imposta la chiusura delle attività per un periodo di tempo prolungato. Soprattutto le realtà più piccole hanno sofferto oltremodo, rischiando in molti casi di ridurre l’attività o persino di cessarla.